Côtes du Rhône Villages Dop - Francia - Modifica disciplinare

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La Dop Côtes du Rhône Villages integra il disciplinare di produzione con una nuova denominazione geografica complementare, vale a dire «Nyons» che rappresenta una menzione facoltativa di etichettatura.

COMUNICAZIONE DI MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO

«CÔTES DU RHÔNE VILLAGES»

PDO-FR-A0664-AM05

Data di comunicazione: 5 novembre 2020

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Introduzione di una nuova denominazione geografica complementare

Il capitolo I del disciplinare della denominazione di origine protetta «Côtes du Rhône Villages» è integrato alla sezione II con l’aggiunta di una nuova denominazione geografica complementare, vale a dire «Nyons».

Tale denominazione geografica complementare rappresenta una menzione facoltativa di etichettatura.

Tale modifica interessa anche le sezioni III (colori e tipi di prodotti) e IV (zona geografica) del disciplinare.

Il punto 9 del documento unico, «Ulteriori condizioni essenziali», è completato aggiungendo la denominazione geografica complementare «Nyons» alle disposizioni supplementari in materia di etichettatura.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome del prodotto

Côtes du Rhône Villages

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP — Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

1.

Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

Vini rossi, rosati e bianchi

I vini sono vini fermi e secchi (con un tenore di zuccheri fermentescilbili inferiore o uguale a 4 g/l).

I vini rossi e rosati rappresentano la stragrande maggioranza della produzione (98 %). Tali vini sono pieni, generosi, con una buona intensità colorante e una durata di invecchiamento variabile a seconda del tipo di terreno e dell’assemblaggio dei vitigni frutto della competenza del produttore.

La varietà Grenache N è presente negli assemblaggi in una proporzione pari ad almeno il 40 %. Le varietà Syrah N e/o Mourvèdre N sono aggiunte a tale varietà in quanto vitigni principali per una proporzione superiore o uguale al 25 %.

I vini bianchi, rotondi al palato, sono caratterizzati talvolta da note speziate e di vaniglia.

I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12 %.

Per i vini rossi, il tenore di acido malico è inferiore a 0,4 g/l.

Gli altri criteri analitici sono conformi alla normativa europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

14,5

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

 

Acidità totale minima

 

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

16,33

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

5.   Pratiche di vinificazione

a.   Pratiche enologiche specifiche

Pratiche enologiche

Pratica enologica specifica

Le tecniche sottrattive di arricchimento sono autorizzate per i vini rossi entro il limite di un tasso di concentrazione del 10 %.

Per la produzione dei vini rosati, è ammesso l’impiego del carbone per uso enologico da parte del vinificatore, esclusivamente sui mosti pressati e in proporzione non superiore al 20 % del volume totale vinificato dall’operatore in questione per la raccolta considerata.

Distanza tra i filari e i ceppi

Pratica colturale

La distanza tra i filari è inferiore o uguale a 2,50 metri.

Ciascun ceppo dispone di una superficie massima di 2,50 metri quadrati; questa superficie è ottenuta moltiplicando la distanza interfilare per la distanza tra i ceppi dello stesso filare.

La distanza tra i ceppi di uno stesso filare è compresa tra 0,80 e 1,25 metri.

Potatura — Disposizioni generali

Pratica colturale

Le viti sono potate corte (ad alberello o a cordone di Royat), con un massimo di sei speroni per ceppo. Ogni sperone reca al massimo due gemme franche.

Il periodo di costituzione del cordone di Royat è limitato a due anni. Durante tale periodo è ammessa la potatura a Guyot semplice o doppia, così come definita di seguito per la varietà Viognier B.

Potatura — Disposizioni particolari

Pratica colturale

La varietà Viognier B può essere sottoposta:

a potatura a Guyot semplice con un massimo di otto gemme franche sul capo a frutto e uno o due speroni aventi massimo due gemme franche;

a potatura a Guyot doppia con un massimo di sei gemme franche su ciascun capo a frutto e uno o due speroni aventi massimo due gemme franche.

Irrigazione

Pratica colturale

L’irrigazione può essere autorizzata.

Pratiche colturali volte a salvaguardare le caratteristiche dell’ambiente fisico e biologico

Pratica colturale

È vietata la pacciamatura con film plastico.

È vietata qualsiasi modifica sostanziale della morfologia del rilievo e della sequenza pedologica naturale delle parcelle destinate alla produzione della denominazione di origine controllata.

b.   Rese massime

50 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

La vendemmia, la vinificazione e l’elaborazione dei vini hanno luogo nel territorio dei seguenti comuni:

dipartimento dell’Ardèche: Bourg-Saint-Andéol, Saint-Just-d’Ardèche, Saint-Marcel-d’Ardèche, Saint-Martin-d’Ardèche;

dipartimento della Drôme: Bouchet, Mérindol-les-Oliviers, Mirabel-aux-Baronnies, Mollans-sur-Ouvèze, Montbrison, Nyons, (Le) Pègue, Piégon, Rochegude, Rousset-les-Vignes, Saint-Maurice-sur-Eygues, Saint-Pantaléon-les-Vignes, Suze-la-Rousse, Taulignan, Tulette, Venterol, Vinsobres;

dipartimento del Gard: Aiguèze, Bagnols-sur-Cèze, Castillon-du-Gard, Cavillargues, Chusclan, Codolet, Comps, Cornillon, Domazan, Estézargues, Fournès, Gaujac, Laudun, Montfrin, Orsan, Pont-Saint-Esprit, Pujaut, Rochefort-du-Gard, Sabran, Saint-Alexandre, Saint-Etienne-des-Sorts, Saint-Gervais, Saint-Hilaire-d’Ozilhan, Saint-Marcel-de-Careiret, Saint-Michel-d’Euzet, Saint-Nazaire, Saint-Pons-la-Calm, Saint-Victor-la-Coste, Sauveterre, Saze, Tresques, Valliguières, Vénéjan;

dipartimento del Vaucluse: Beaumes-de-Venise, Bédarrides, Bollène, Buisson, Cairanne, Camaret-sur-Aigues, Caumont-sur-Durance, Châteauneuf-de-Gadagne, Courthézon, Faucon, Grillon, Jonquières, La Roque-Alric, Lafare, Lagarde-Paréol, Mondragon, Morières-lès-Avignon, Orange, Piolenc, Puyméras, Rasteau, Richerenches, Roaix, Sablet, Saint-Marcellin-lès-Vaison, Saint-Romain-en-Viennois, Saint-Roman-de-Malegarde, Saint-Saturnin-lès-Avignon, Sainte-Cécile-les-Vignes, Séguret, Sérignan-du-Comtat, Sorgues, Suzette, Travaillan, Uchaux, Vaison-la-Romaine, Valréas, Vedène, Villedieu, Violès, Visan.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Clairette B

Grenache N

Grenache blanc B

Marsanne B

Roussanne B

Viognier B

8.   Descrizione del legame/dei legami

La zona geografica si estende tra Montélimar e Avignone, al centro della parte meridionale della valle del Rodano, su quattro dipartimenti. Il fiume Rodano ne rappresenta il cuore e ha consentito l’apertura di un’importante via di comunicazione.

Durante l’era del Terziario, la valle del Rodano è un fiordo mediterraneo che arriva fino a Vienne. I tratti attuali della morfologia del paesaggio sono venuti definendosi dopo il ritiro del mare, nel corso dell’era Quaternaria, grazie all’azione di fenomeni di erosione (piogge, venti, erosione fluviale). Il paesaggio è quindi dominato da colline e terrazze. I terreni presenti sono di diversa natura: terrazze fluviali, marne e calcari teneri, ma anche terreni prodotti dall’erosione (marne, sabbie, arenarie o molasse).

Il clima della regione del Rodano è, nella parte meridionale, mediterraneo, con estati calde e secche e una pluviometria annuale debole. Le precipitazioni si concentrano in autunno e alla fine dell’inverno. Il clima è influenzato anche dall’azione del maestrale, un vento che soffia da nord, spesso violento e sempre secco. Tale vento soffia in media 120 giorni l’anno, sgombrando il cielo e favorendo una forte insolazione. La presenza di montagne e colline, che circondano la valle crea un effetto corridoio (effetto Venturi del corridoio del Rodano) che aumenta la forza del vento.

I vigneti del Rodano si affermano pienamente nel corso del XVIII secolo, mentre alla fine dello stesso secolo e durante quello successivo si espande la viticoltura della sponda sinistra. Nel 1864, l’agronomo Jules Guyot, incaricato da Napoleone III di preparare una relazione sullo stato e sul futuro della vite in Francia, parla delle «Côtes du Rhône» (al plurale) per descrivere la zona viniviticola che si estendeva da Saint-Gilles a Tournon, passando per Beaucaire. La vicinanza del Rodano assicura ai vini un buono sbocco commerciale.

La vite diventa una fonte di reddito importante, una preponderanza che si traduce nel riconoscimento della denominazione di origine controllata nel 1937.

In seguito a tale riconoscimento, i produttori esprimono il desiderio di valorizzare e identificare i vini migliori con una denominazione geografica. Tale processo sfocia, nel 1966, nel riconoscimento della possibilità di associare al nome della denominazione di origine controllata «Côtes du Rhône» il nome di alcuni comuni da cui provengono le uve, in base alla comprovata reputazione dei vini, e, nel 1967, nel riconoscimento della denominazione di origine controllata «Côtes du Rhône Villages». Tale lavoro di organizzazione piramidale della produzione ha favorito il riconoscimento di unità geografiche che possono completare la denominazione di origine controllata «Côtes du Rhône Villages».

La produzione, nel 2010, era pari a circa 350 000 ettolitri, di cui 5 000 di vini bianchi.

I vini prodotti sono fermi e secchi. I vini rossi e rosati rappresentano la stragrande maggioranza della produzione. Tali vini sono pieni, generosi, con una buona intensità colorante e una durata di invecchiamento variabile a seconda del tipo di terreno (più leggeri sui terreni sabbiosi o franco-sabbiosi, più ricchi e tannici sui terreni sassosi o argillosi) e dell’assemblaggio dei vitigni frutto della competenza del produttore.

La varietà Grenache N è presente negli assemblaggi insieme alle varietà Syrah N o Mourvèdre N. L’insieme dei tre vitigni principali rappresenta almeno il 66 % dell’assemblaggio. I vini bianchi (2 % della produzione), rotondi al palato, sono caratterizzati talvolta da note speziate e di vaniglia.

I vini prodotti a partire da uve provenienti da parcelle scrupolosamente selezionate nell’ambito della zona di produzione del «Côtes du Rhône», offrono un’espressione particolare e originale delle potenzialità naturali e umane all’interno della famiglia dei vini della valle del Rodano.

I vini prodotti, quindi, sono testimonianza e frutto di quella «diversità unica» realizzata dai produttori, che hanno saputo adattare i vitigni e scegliere i luoghi di impianto, approfittare delle condizioni climatiche favorevoli e valorizzare la presenza del Rodano.

Il clima del Rodano favorisce buone condizioni colturali, da una parte, grazie all’effetto «sanitario» del maestrale, violento, freddo e secco, che protegge le vigne dagli attacchi crittogamici, e, dall’altro, assicurando una buona maturazione delle uve grazie a un soleggiamento generoso, una pluviometria adatta e una concentrazione indotta, anch’essa, dalla costanza del maestrale.

Il solco del Rodano, principale via di comunicazione, dapprima marittima e poi ferroviaria e terrestre, ha consentito il commercio dei vini fin dalla colonizzazione greca e quindi il mantenimento della tradizione viticola da oltre 2 000 anni.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Zona di prossimità immediata

Quadro normativo:

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione e l’elaborazione dei vini, è costituita dal territorio di:

66 comuni del dipartimento dell’Ardèche: Alboussière, Andance, Ardoix, Arlebosc, Arras-sur-Rhône, Baix, Beauchastel, Bidon, Boffres, Bogy, Champagne, Champis, Charmes-sur-Rhône, Charnas, Châteaubourg, Cheminas, Colombier-le-Cardinal, Cornas, Eclassan, Etables, Félines, Flaviac, Gilhac-et-Bruzac, Glun, Guilherand-Granges, Gras, Labastide-de-Virac, Lemps, Limony, Mauves, Ozon, Peaugres, Peyraud, Plats, Le Pouzin, Quintenas, Rompon, Saint-Barthélemy-le-Plain, Saint-Cierge-la-Serre, Saint-Cyr, Saint Désirat, Saint Etienne de Valoux, Saint-Georges-les-Bains, Saint-Jean-de Muzols, Saint-Julien-en-Saint-Alban, Saint-Laurent-du-Pape, Saint-Montan, Saint-Péray, Saint-Remèze, Saint-Romain-d’Ay, Saint-Romain-de-Lerps, Saint-Symphorien-sous-Chomérac, Saint-Vincent-de-Durfort, Sarras, Savas, Sécheras, Serrières, Soyons, Talencieux, Thorrenc, Toulaud, Tournon-sur-Rhône, Vernosc-les-Annonay, Vinzieux, Vion, La Voulte;

64 comuni del dipartimento della Drôme: Albon, Aleyrac, Allex, Ambonil, Andancette, Aubres, La Baume-de-Transit, Beaumont-Monteux, Beausemblant, Benivay-Ollon, Bourg-les-Valence, Chanos-Curson, Chantemerle-les-Blés, Châteauneuf-de-Bordette, Châteauneuf-sur-Isère, Chavannes, Clérieux, Colonzelle, Condorcet, Crozes-Hermitage, Donzère, Erôme, Etoile-sur-Rhône, La Garde-Adhémar, Gervans, Grane, Granges-les-Beaumont, Les Granges-Gontardes, Grignan, Larnage, La Roche-de-Glun, Laveyron, Livron-sur-Drôme, Loriol-sur-Drôme, Mercurol, Montjoux, Montoison, Montségur-sur-Lauzon, La Motte-de-Galaure, La Penne-sur-l’Ouvèze, Les Pilles, Pierrelatte, Pierrelongue, Le Poët-Laval, Ponsas, Pont-de-l’Isère, Propiac, Roche-Saint-Secret-Béconne, Roussas, Saint-Barthélemy-de-Vals, Saint-Gervais-sur-Roubion, Saint-Paul-Trois-Châteaux, Saint-Rambert-d’Albon, Saint-Restitut, Saint-Uze, Saint-Vallier, Salles-sous-Bois, Serves-sur-Rhône, Solérieux, Tain-l’Hermitage, Teyssières, Triors, Valence, Veaunes;

40 comuni del dipartimento del Gard: Les Angles, Aramon, La Bastide-d’Engras, La Capelle-et-Masmolène, Carsan, Connaux, Flaux, Le Garn, Goudargues, Issirac, Jonquières-Saint-Vincent, Laval-Saint-Roman, Le Pin, Lirac, Meynes, Montfaucon, La Roque-sur-Cèze, Pougnadoresse, Pouzilhac, Remoulins, Roquemaure, Saint-André-d’Olérargues, Saint-André-de-Roquepertuis, Saint-Bonnet-du-Gard, Saint-Christol-de-Rodières, Saint-Geniès-de-Comolas, Saint-Julien-de-Peyrolas, Saint-Laurent-de-Carnols, Saint-Laurent-des-Arbres, Saint-Laurent-la-Vernède, Saint-Paul-les-Fonts, Saint-Paulet-de-Caisson, Salazac, Sernhac, Tavel, Théziers, Vallabrix, Verfeuil, Vers-Pont-du-Gard, Villeneuve-lès-Avignon;

12 comuni del dipartimento dell’Isère: Chonas-l’Amballan, Le-Péage-de-Roussillon, Reventin-Vaugris, Les Roches-de-Condrieu, Sablons, Saint-Alban-du-Rhône, Saint-Clair-du-Rhône, Saint-Maurice-l’Exil, Salaise-sur-Sanne, Seyssuel, Vienne.

Denominazione geografica complementare

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

il nome della denominazione di origine controllata può essere completato da una delle denominazioni geografiche complementari seguenti per i vini che soddisfano le condizioni di produzione previste dal disciplinare per tali denominazioni geografiche complementari:

«Chusclan»;

«Gadagne»;

«Laudun»;

«Massif d’Uchaux»;

«Nyons»;

«Plan de Dieu»;

«Puyméras»;

«Roaix»;

«Rochegude»;

«Rousset-les-Vignes»;

«Sablet»;

«Saint-Andéol»

«Saint-Gervais»;

«Saint-Maurice»;

«Saint-Pantaléon-les-Vignes»;

«Sainte-Cécile»;

«Séguret»;

«Signargues»;

«Suze-la-Rousse»;

«Vaison-la-Romaine»;

«Valréas»;

«Visan».

Unità geografica ampliata

Quadro normativo:

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

Disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes du Rhône Villages» può specificare l’unità geografica più grande «Vignobles de la Vallée du Rhône» in base alle condizioni precisate nella convenzione sottoscritta tra i vari organismi di tutela e di gestione interessati.

Link al disciplinare del prodotto

http://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-5f363739-d2b7-4d40-83a3-8d27c2dc6ff9

 

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