Vitelloni Piemontesi della Coscia Igp

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The Protected Geographical Indication Vitelloni Piemontesi della Coscia is used exclusively to designate the meat from slaughtered male and female Piedmontese cattle that are registered in the relevant Herd Book or offspring of animals both of which are registered in the Herd Book, that are older than 12 months and have been reared and fattened in the production area from weaning to slaughter.

La Igp Vitelloni Piemontesi della coscia è riservata alle carni ottenute dalla macellazione di bovini maschi e femmine di razza Piemontese iscritti al relativo Libro Genealogico o figli di genitori entrambi iscritti al Libro Genealogico, di età superiore a 12 mesi, allevati e ingrassati, dallo svezzamento alla macellazione, nella zona di produzione.

Igp  vitelloni-piemontesi-della-coscia  It

«VITELLONI PIEMONTESI DELLA COSCIA»

N. CE: IT-PGI-0005-01198 — 18.2.2014

IGP ( X ) DOP ( )

1.   Denominazione

«Vitelloni Piemontesi della coscia»

2.   Stato membro o paese terzo

Italia

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.1: Carni (e frattaglie) fresche

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

L’Indicazione Geografica Protetta «Vitelloni Piemontesi della coscia» è riservata alle carni ottenute dalla macellazione di bovini maschi e femmine di razza Piemontese iscritti al relativo Libro Genealogico o figli di genitori entrambi iscritti al Libro Genealogico, di età superiore a 12 mesi, allevati e ingrassati, dallo svezzamento alla macellazione, nella zona di produzione.

Le carcasse da cui deriva la carne dei «Vitelloni Piemontesi della coscia» sono valutate secondo la «tabella comunitaria di classificazione delle carcasse bovine». Categorie: A carcasse di giovani animali maschi non castrati di età inferiore a 24 mesi; C carcasse di animali maschi castrati; E carcasse di altri animali femmine. Classi di conformazione: S, E e U. Per la categoria E è ammessa la classificazione R.

Stato di ingrassamento: 1, 2. Il peso a freddo delle carcasse deve essere superiore a: 360 kg per la categoria A; 260 Kg per la categoria E; 320 kg per la categoria C.

La resa alla macellazione deve essere superiore uguale al 62 % per i maschi e superiore uguale al 59 % per le femmine e i castrati.

Il periodo di frollatura dovrà essere minimo di 4 giorni a partire dalla data di macellazione.

Il pH delle carcasse a 24 ore dalla macellazione deve essere inferiore a 6. La misurazione del pH avviene sul muscolo Longissimus thoracis.

Il colore della carne varia dal rosato al rosso chiaro brillante.

3.3.   Materie prime (solo per i prodotti trasformati)

3.4.   Alimenti per animali (solo per i prodotti di origine animale)

Dopo lo svezzamento, compreso tra 3 e 8 mesi di età, e fino alla macellazione, l’alimentazione dei bovini si basa su una quota di foraggio e su una quota di alimento concentrato. La prima è costituita, per almeno il 70 %, da prati naturali o coltivati appartenenti alla zona di produzione; la seconda da mangimi semplici o composti, eventualmente addizionati con mangimi minerali-vitaminici e additivi ammessi dalla normativa vigente. Il mangime somministrato deve contenere una percentuale di cereali e sottoprodotti di cereali superiore al 60 % del totale dei componenti il mangime stesso.

Il foraggio che cresce nella zona di produzione, rappresentato prevalentemente da graminacee e leguminose, possiede ottime proprietà bromatologiche che si traducono in un aumento sensibile dell’efficienza alimentare a beneficio, anche, dell’assimilazione degli altri alimenti più energetici. Ciò giustifica l’inclusione, nei mangimi destinati ai Vitelloni Piemontesi della coscia, dell’alta quota di cereali, prodotti anch’essi nella zona di produzione, necessaria a soddisfare gli elevati fabbisogni energetici di questi bovini. In questo modo è possibile produrre carcasse con un’ottima resa alla macellazione, un giusto tenore in grasso, un notevole sviluppo della muscolatura, una buona riserva di glicogeno fondamentale per l’abbassamento del ph delle carcasse, necessario per un’ottima conservazione della carne.

Vitelloni Piemontesi della coscia

3.5.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

L’allevamento e l’ingrassamento dei bovini avvengono nell’area geografica delimitata al punto 4.

3.6.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc.

3.7.   Norme specifiche in materia di etichettatura

L’etichetta contiene la denominazione «Vitelloni Piemontesi della coscia» o il logo della denominazione, la dicitura «Indicazione Geografica Protetta» anche abbreviata I.G.P. e il simbolo dell’Unione europea. In etichetta dovrà essere riportata la denominazione di vendita «bovino adulto» prevista dalla normativa nazionale vigente.

Il logo della denominazione è il seguente:

Image

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona di produzione dei «Vitelloni Piemontesi della coscia» comprende il territorio amministrativo di seguito specificato.

Regione Piemonte: le province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino. La provincia di Biella limitatamente ai comuni di Benna, Biella, Borriana, Camburzano, Candelo, Cavaglià, Cerretto Castello, Cerrione, Cossato, Crosa, Donato, Dorzano, Gaglianico, Graglia, Lessona, Magnano, Massazza, Mongrando, Mottalciata, Muzzano, Netro, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Pollone, Ponderano, Quaregna, Roppolo, Sala Biellese, Salussola, Sandigliano, Sordevolo, Strona, Valdengo, Verrone, Villanova Biellese, Vigliano Biellese, Viverone, Torrazzo, Zimone, Zubiena, Zumaglia. La provincia di Novara limitatamente ai comuni di Agrate Conturbia, Barengo, Bellinzago Novarese, Biandrate, Bogogno, Borgomanero, Borgo Ticino, Briga Novarese, Briona, Caltignaga, Cameri, Carpignano Sesia, Casaleggio Novara, Castellazzo Novarese, Cavaglietto, Cavaglio d’Agogna, Cressa, Cureggio, Fara Novarese, Fontaneto d’Agogna, Galliate, Gattico, Ghemme, Gozzano, Invorio, Landiona, Mandello Vitta, Mezzomerico, Momo, Novara, Oleggio, Oleggio Castello, Paruzzaro, Recetto, Romagnano Sesia, San Nazzaro Sesia, San Pietro Mosezzo, Sillavengo, Sizzano, Suno, Vaprio d’Agogna, Veruno, Vicolungo. La provincia di Vercelli limitatamente ai comuni di Albano Vercellese, Alice Castello, Arborio, Balocco, Bianze’, Borgo d’Ale, Buronzo, Carisio, Casanova Elvo, San Giacomo Vercellese, Cigliano, Crescentino, Crova, Desana, Fontanetto Po, Formigliana, Gattinara, Ghislarengo, Greggio, Lamporo, Lenta, Livorno Ferraris, Moncrivello, Palazzolo Vercellese, Ronsecco, Rovasenda, Saluggia, San Germano Vercellese, Santhià, Trino, Tronzano Vercellese, Villarboit.

Regione Liguria: la provincia di Savona limitatamente ai comuni di Altare, Arnasco, Balestrino, Bardineto, Bormida, Cairo Montenotte, Calizzano, Carcare, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Cengio, Cosseria, Dego, Erli, Giusvalla, Magliolo, Mallare, Massimino, Millesimo, Mioglia, Murialdo, Nasino, Onzo, Osiglia, Pallare, Piana Crixia, Plodio, Pontinvrea, Roccavignale, Sassello, Toirano, Urbe, Vendone, Zuccarello. La provincia di Imperia limitatamente ai comuni di Apricale, Armo, Aquila d’Arroscia, Aurigo, Borghetto d’Arroscia, Borgomaro, Caravonica, Castel Vittorio, Cesio, Chiusanico, Chiusavecchia, Cosio d’Arroscia, Diano Arentino, Diano San Pietro, Isolabona, Lucinasco, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Perinaldo, Pigna, Pieve di Teco, Pontedassio, Pornassio, Ranzo, Rezzo, Triora, Vessalico, Villa Faraldi.

5.   Legame con la zona geografica

5.1.   Specificità della zona geografica

L’abbondanza di acqua e la fertilità dei terreni sono condizioni della zona di produzione molto favorevoli e che ben si integrano con il tradizionale allevamento dei «Vitelloni Piemontesi della coscia». Il 90 % della superficie agricola dell’area geografica individuata è destinata alla produzione di cereali e foraggi. Qui le condizioni pedoclimatiche e l’abbondanza di acqua per l’irrigazione permettono di produrre, anche con elevate rese a ettaro, alimenti con caratteristiche nutrizionali eccellenti sia in termini di energia sia in termini di proteine, in grado di soddisfare convenientemente le elevate esigenze nutrizionali dei «Vitelloni Piemontesi della coscia», in virtù delle caratteristiche del prodotto indicate nel punto 5.2. La produzione foraggera e cerealicola dell’area geografica individuata permette di esprimere appieno le potenzialità genetiche dei «Vitelloni Piemontesi della coscia».

La vocazione foraggera e cerealicola della zona di produzione permette e assicura, inoltre, la stretta e consolidata integrazione tra la fase di allevamento delle nutrici dei «Vitelloni Piemontesi della coscia», alle quali sono riservate in prevalenza le superfici a pascolo e a foraggere, mentre i cereali prodotti nelle aree più fertili trovano conveniente utilizzazione nell’ingrasso dei «Vitelloni Piemontesi della coscia». Si tratta pertanto, di un forte legame fra l’area di produzione degli alimenti e l’allevamento dei «Vitelloni Piemontesi della coscia».

5.2.   Specificità del prodotto

La carne dei «Vitelloni Piemontesi della coscia» deriva da carcasse caratterizzate da un peso superiore a quello dei capi di tipo comune, da una maggior resa alla macellazione e allo spolpo e da uno stato di ingrassamento della carcassa scarso o molto scarso. Tali soggetti differiscono rispetto ad altri bovini per aspetti anatomici e fisiologici, in virtù di una mutazione genetica naturale, rilevata nel 1886, in Piemonte nella provincia di Cuneo. Il carattere «della coscia» che contraddistingue questi soggetti dipende, infatti, dall’azione di uno specifico gene situato sul cromosoma 2, noto come gene della miostatina. In virtù di tale mutazione specifica, l’attività del gene non è più in grado di esercitare la sua funzione regolatrice sulla produzione di miostatina, determinando così uno straordinario sviluppo muscolare, particolarmente visibile sui quarti posteriori dei «Vitelloni Piemontesi della coscia», che condiziona positivamente le caratteristiche organolettiche della carne più apprezzate dai consumatori, il ridottissimo contenuto in lipidi, l’elevato contenuto in proteine, il colore dal rosato al rosso chiaro brillante. La mutazione, agendo sullo sviluppo muscolare, in particolare di quello della coscia, determina un miglior accrescimento degli animali, il raggiungimento di un elevato peso delle carcasse che presentano un ridotto stato di ingrassamento e, soprattutto, una miglior resa alla macellazione e allo spolpo. Le potenzialità genetiche determinate dalla mutazione trovano la loro massima espressione grazie ad un’alimentazione, gestita dagli allevatori nel solco di una tradizione consolidata negli anni, che si fonda principalmente e convenientemente su foraggi e cereali locali.

5.3.   Legame causale tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP)

Il carattere della coscia, descritto nel punto 5.2, manifestatosi nell’areale di produzione, la successiva selezione dei bovini da parte degli allevatori, le loro consolidate capacità manageriali ad allevare i soggetti aventi le caratteristiche indicate nel punto 3.2, l’abbondanza di acqua e la fertilità dei terreni dell’area geografica individuata, la denominazione che richiama, già nel nome, la razza e il territorio di origine, sono tutti elementi che definiscono il contesto in cui la carne viene prodotta.

L’allevamento dei «Vitelloni Piemontesi della Coscia» è il risultato di una sinergia ambiente-genotipo-competenze umane e ha preso forma in un contesto territoriale ben definito. I consumatori riconoscono alla carne dei «Vitelloni Piemontesi della Coscia», prodotta in questo territorio con questi animali, valenze di qualità di prodotto e di qualità di processo. Queste sono le ragioni per cui il consumatore riconosce alle carni dei «Vitelloni Piemontesi della Coscia» un valore di mercato assolutamente superiore ad altre tipologie di prodotto.

La denominazione «Vitelloni Piemontesi della coscia» gode di una reputazione ormai consolidata a partire dai primi anni del '900 e se ne riscontra l’uso consolidato nel linguaggio comune e nel commercio dai bollettini dei prezzi emessi settimanalmente dalle piazze dei più comuni mercati della zona geografica e da ricerche scientifiche.

A titolo di esempio si citano:

i bollettini settimanali del mercato di Fossano, dal 1985;

i bollettini annuali dei prezzi della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cuneo, dal 1984;

dal 1983 al 2008, nel capitolo «Mercati e Prezzi» della rivista di settore «L’informatore Agrario», alla voce «bovini» sono riportati i prezzi della denominazione «Vitelloni Piemontesi della coscia» riferita al mercato di Cuneo.

il Listino ufficiale settimanale dei prezzi di mercato all’ingrosso di Chiavasso dal 1994;

Il termine «Vitelloni Piemontesi della coscia» riferito alla carne viene usato anche in pubblicazioni scientifiche, come testimoniano le seguenti pubblicazioni:

articolo pubblicato sulla rivista scientifica internazionale «Meat Science» [89 (2011) 84-90], dal titolo «Genetic parameters of carcass and meat quality traits of double muscled Piemontese Cattle» in cui è citata la denominazione «Vitelloni Piemontesi della coscia» nel capitolo 2 Material and method, paragrafo 2.1 animal, beek samples and data.

le pagine 9 e 13 della pubblicazione «I bovini piemontesi della «coscia» in rapporto al problema carne.» di R. Raimondi. – Accademia Economico-Agraria dei Gergofili, riportano foto dei «Vitelloni Piemontesi della coscia».

Tutto quanto sopra riportato dimostra l’importanza e la tradizione storica della carne dei «Vitelloni Piemontesi della coscia».

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

[Articolo 5, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 510/2006]

Questa Amministrazione ha attivato la procedura nazionale di opposizione pubblicando la proposta della IGP «Vitelloni Piemontesi della Coscia» nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana n. 268 del 15 novembre 2013.

Il testo consolidato del disciplinare di produzione è consultabile sul sito Internet: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3335

oppure

accedendo direttamente all’home page del sito del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (www.politicheagricole.it), cliccando su «Prodotti DOP e IGP» (in alto a destra dello schermo), poi su Prodotti DOP, IGP e STG (di lato, sulla sinistra dello schermo) ed infine su «Disciplinari di produzione all’esame dell’UE».

 

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