Amêndoa Coberta de Moncorvo Igp

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Amêndoa Coberta de Moncorvo refers to the confectionary product obtained from sweet almonds (Prunus dulcis, (Mill) D. A. Webb) that are peeled, roasted and covered with a sugar paste, made according to the product specification. Three versions of ‘Amêndoa Coberta de Moncorvo’ may be placed on the market: white or standard; dark or chocolate; uncoated.

Amêndoa Coberta de Moncorvo indica il prodotto di confetteria ottenuto da mandorle dolci [Prunus dulcis, (Mill) D. A. Webb] decorticate, tostate, ricoperte con pasta di zucchero. Si possono commercializzare tre versioni di «Amêndoa Coberta de Moncorvo»: bianca o comune, scura o al cioccolato, «peladinha» (pelata).

Igp Amêndoa Coberta de Moncorvo Pt

«AMÊNDOA COBERTA DE MONCORVO»

N. UE: PGI-PT-02235 – 28.10.2016

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Denominazione

«Amêndoa Coberta de Moncorvo»

2.   Stato membro o paese terzo

Portogallo

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 2.3. Prodotti di panetteria, pasticceria, confetteria o biscotteria

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

La denominazione «Amêndoa Coberta de Moncorvo» indica il prodotto di confetteria ottenuto da mandorle dolci [Prunus dulcis, (Mill) D. A. Webb] decorticate, tostate, ricoperte con pasta di zucchero e preparate in conformità al relativo disciplinare. Si possono commercializzare tre versioni di «Amêndoa Coberta de Moncorvo»: bianca o comune, scura o al cioccolato, «peladinha» (pelata).

L’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» presenta la forma di una mandorla, ma è di dimensioni leggermente maggiori grazie alla formazione dello strato di zucchero. La versione comune possiede un colore esterno bianco e presenta i caratteristici grani di zucchero che si formano durante la preparazione. Per quanto riguarda il suo calibro, presenta un massimo di 40 mandorle ogni 100 grammi di prodotto. La versione scura si distingue da quella comune solo per l’impiego dello sciroppo al cioccolato nella fase conclusiva della sua preparazione, che le conferisce un colore esterno brunito o un color cioccolato, mentre la versione «peladinha» presenta un colore esterno biancastro, dovuto a una sottile copertura di zucchero che non mette in evidenza i grani di zucchero caratteristici delle altre versioni, e ha un calibro minore, con un minimo di 40 mandorle ogni 100 grammi di prodotto.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

La «Amêndoa Coberta de Moncorvo» si ottiene esclusivamente con:

mandorle dolci, senza buccia, intere, non danneggiate e con un calibro minimo di 12 mm,

zucchero di canna bianco raffinato,

acqua,

albume d’uovo (ingrediente facoltativo),

cioccolato o cacao in polvere (solo per la versione scura).

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Nella zona geografica delimitata devono svolgersi le seguenti fasi di produzione:

tostatura delle mandorle,

preparazione degli sciroppi di zucchero e di cioccolato,

copertura delle mandorle.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Sull’etichetta dell’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» la denominazione del prodotto deve essere accompagnata dalla dicitura «Indicação Geográfica Protegida» [«Indicazione geografica protetta»] oppure dalla dicitura «IGP».

L’etichetta deve identificare la versione di «Amêndoa Coberta de Moncorvo» in questione (tranne nel caso della versione comune o bianca, per il quale questa identificazione è facoltativa).

L’etichetta deve inoltre riportare il logo dell’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» riprodotto qui di seguito:

Amêndoa Coberta de Moncorvo

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica di produzione/trasformazione dell’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» è circoscritta al comune di Torre de Moncorvo.

5.   Legame con la zona geografica

Il legame dell’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» con la sua zona geografica si basa sulla reputazione.

Grazie al suo processo di produzione, l’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» possiede un aspetto caratteristico che rende questo prodotto facilmente identificabile e distinguibile da altre mandorle ricoperte di zucchero. Questo processo di produzione è originario del comune di Torre de Moncorvo, dove è stato mantenuto ininterrottamente e costantemente invariato nel corso dei secoli ed è fortemente legato alla Pasqua e ad altre feste popolari. La pubblicazione «Ilustração Transmontana», risalente al 1908, documenta l’attività delle «cobrideiras» (nome con cui sono note le produttrici di «Amêndoa Coberta de Moncorvo») almeno a partire da quell’anno. Anche la Grande Enciclopédia Portuguesa e Brasileira (1936) riferisce che «in Portogallo sono divenute celebri le mandorle ricoperte di Moncorvo».

Analogamente, il «Livro do Segundo Congresso Transmontano» del 1942 attesta l’esistenza a Torre de Moncorvo di una piccola fabbrica di «mandorle ricoperte», «molto interessante per la sua originalità» e con un «aspetto caratteristico che quasi tutti conoscono», oltre a riportare la seguente descrizione di come viene prodotta l’«Amêndoa Coberta de Moncorvo»: «Le mandorle si trattano come segue: dopo la pelatura (operazione che consiste nel rimuoverne la buccia con acqua calda), si tostano leggermente. Dopo la tostatura si posano dentro grandi vassoi di rame che vengono permanentemente riscaldati a fuoco basso. Una volta inserite in questi recipienti, le mandorle vengono cosparse di zucchero nella giusta quantità e le mani della «cobrideira» (così vengono chiamate le donne che si dedicano a questo lavoro) le girano continuamente e pazientemente per alcune ore finché le mandorle non sono completamente pronte e non presentano il loro aspetto caratteristico che quasi tutti conoscono». Questa modalità di produzione è del tutto simile a quella praticata ancora oggi.

Lo stesso documento prosegue affermando che: «Si preparano varie versioni di questa specialità; per me, tuttavia, la migliore è la cosiddetta «peladinha». Questa varietà è quella che contiene meno zucchero, ma è indubbiamente la più gradevole al palato». Questo documento testimonia dunque la produzione tradizionale di vari tipi di mandorle ricoperte, pratica che si è conservata fino ai giorni nostri, come conferma ad esempio un articolo del «Jornal de Noticias» in cui si afferma che «le mandorle ricoperte sono una delle rinomate leccornie locali, [disponibile] in tre tipi: bianca, scura e pelata» («Torre de Moncorvo: o Concelho», 7 febbraio 2008).

Nel documentario «O Homem e a Cidade», dedicato a Torre de Moncorvo e trasmesso dalla Radio Televisão Portuguesa (RTP) nel 1996, si afferma che «senza disporre di grandi risorse industriali, Torre de Moncorvo vive soprattutto grazie a questa o quella particolare iniziativa, quasi sempre legata alla tradizione. È il caso della produzione delle mandorle ricoperte, una deliziosa specialità dolciaria regionale. L’arte antica e paziente del processo di elaborazione di questi dolci tradizionali è frutto di una sapienza secolare».

Maria de Lurdes Modesto e Afonso Praça, nella loro opera «Festas e Comeres do Povo Português», del 1999, affermano che in Portogallo esistono «mandorle di produzione artigianale degne di una menzione speciale: le «mandorle ricoperte» di Moncorvo. Sono una specialità del luogo, ma tutta la gente della regione le conosce da quando le «doceiras de Moncorvo» [«pasticcere di Moncorvo»] si sono occupate di diffonderle durante le feste e i pellegrinaggi, in occasione dei quali montano le loro bancarelle».

Questi autori richiamano l’attenzione anche sul libro «Paisagens do Norte» di Cabral Adão, del 1954, in cui si fa menzione di una «encobrideira de amêndoas» con queste parole: «la ricordo mentre stava seduta a gambe larghe di fronte al grande braciere dove ardevano tizzoni rosseggianti, con una gonna che le arrivava fino alle caviglie, a mescolare e rimescolare le mandorle mezze pronte dentro un vassoio di rame, le dita protette da ditali per non bruciare le falangette che venivano in contatto con la piastra rovente quando immergeva le braccia per girare le palline di zucchero, in mezzo a un ruggito continuo e infernale che la obbligava a parlare a voce molto alta per spiegarmi come si preparasse quella leccornia».

Virgílio Tavares, storico e ricercatore presso il Centro de Estudos da População, Economia e Sociedade (CEPESE) [Centro di studi sulla popolazione, sull’economia e sulla società], in un articolo del 2007 pubblicato negli atti del seminario «Moncorvo. Da tradição à modernidade» [«Moncorvo. Dalla tradizione alla modernità»] annovera la produzione delle mandorle ricoperte di Moncorvo tra le opere artigianali tipiche che attirano turisti e visitatori, affermandosi fra i tratti distintivi dell’identità di Moncorvo.

L’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» è citata in varie e prestigiose pubblicazioni sulla gastronomia regionale e nazionale, come «Cozinha Transmontana» di Alfredo Saramago (opera che documenta fotograficamente i tre tipi di «Amêndoa Coberta de Moncorvo»), o «Cozinha Tradicional Portuguesa», di Maria de Lurdes Modesto.

Negli ultimi anni a Torre de Moncorvo sono state organizzate svariate iniziative di formazione che permetteranno di tramandare i segreti del mestiere a nuove «cobrideiras», destando presso i più giovani l’interesse per un’attività tradizionalmente associata a persone di età più avanzata

La sua qualità, la sua originalità e la tradizione del suo consumo hanno conferito all’«Amêndoa Coberta de Moncorvo» grande fama e notorietà, come attestano innumerevoli riferimenti nei media che spesso la identificano tra i simboli rappresentativi di Torre de Moncorvo.

Alcuni esempi illustrativi di queste numerosissime menzioni: «Os segredos de uma cobrideira de amêndoas» (Jornal do Nordeste, 27 febbraio 2007), «Às voltas com a amêndoa» (Jornal do Nordeste, 16 ottobre 2007), «As amêndoas» (Público, 30 marzo 2013), «Amêndoa coberta de Moncorvo é especialidade da Páscoa transmontana» (SIC, 20 aprile 2014), «Produzir amêndoa coberta em Torre de Moncorvo tem que se lhe diga» (RTP, 5 aprile 2015), «Páscoa para lá do compasso» (Correio da Manhã, 28 marzo 2016).

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

http://tradicional.dgadr.pt/images/prod_imagens/doces/docs/CE_Amendoa_Coberta.pdf

 

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